sabato 24 maggio 2008
Vecchia pelle

Poco fa guardavo la tv sul divano, spossata da un pranzo freddo.
Usavo come coperta un vecchio giubbotto ereditato da mio zio e passato, dopo una lunga usura, a mio padre. È un giubbotto pesante, evidentemente maschile, ma è stato il mio per i primi anni universitari.
Andavo all’università infagottata in un pesante giubbotto di cuoio evidentemente maschile.
Ero un fumetto buffo in un ambiente serissimo. Avevo bisogno di nascondere l’inadeguatezza ed essere fedele al mio pirandelliano ruolo. Quel goffo e pesante pezzo di pelle altrui era anche allora, in fondo, la mia coperta.
Ci penso e poi mi viene da aggiungere… Ecco... non era solo un goffo nascondiglio per assomigliare a me stessa. Mi serviva quel calore per sopportare Tutto.
Lo sguardo immobile del mio pensiero a quel punto si rianima e vedo le scene che scorrono.
Come mai certe serie americane degli ultimi tempi si giocano sui colori caldi?
La risposta è che quelle a cui avevo pensato per il confronto erano tutte ambientate in provincia, una provincia semplice, quasi squallida… ma calda.
Ho visualizzato la mia, che non è provincia e non è calda.
Al di là della mia finestra angolare domina il verde.
Non è un colore caldo, ma, la maggior parte delle volte, le montagne fuori casa mi rasserenano.
Penso… è il ruolo delle montagne, è il ruolo del verde, ma stavolta mi spiace. Mi spiace che non siano di una bella tonalità d’arancio. Mi spiace che i miei occhi non tornino caldi dal tour.
Un contatto caldo ora farebbe al caso mio.
Allora... mi rannicchio sotto un vecchio pezzo di pelle che mi nasconde e mi scalda ancora.

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postato da daf at 18:50 | Permalink |


2 commenti:


  • alle 24 maggio 2008 alle ore 20:13, Blogger gel

    Tenerissima...nonostante ti vesti da maschiaccio! ( non mi riferisco solo al giubbotto )
    ci piaci come sei ;)

     
  • alle 24 maggio 2008 alle ore 22:15, Blogger maielvin

    Ti capisco benissimo, è così anche per me. Dare un valore affettivo alle cose serve anche a questo. Anzi, è quasi sempre spontaneo, è il nostro desiderio di "casa".

    Già, ci piaci come sei. Con il tuo vedere le cose in questo modo così caldo. Che è un piacere da vedere.

    (che tremendo gioco di parole)

    (complimenti per per l'analisi tonale XD )