La felicità è la tristezza che fa le capriole.
Si sentiva come uno di quegli uomini tristi.
Non dimenticarti di respirare.
A cosa pensi? A niente.
E invece pensava, pensava ai cigni selvatici, a cosa restava di quello che era, a cosa sarebbe passato dentro di lui, proprio come i cigni selvatici.
Si sentiva osservato, il fucile puntato su di sé e niente in cielo dove ripararsi adeguatamente, solo nascondersi per un po’, un batter d’ali.
In cielo sta meglio un cigno selvatico.
Un cigno selvatico, o un qualsiasi altro uccello, è strano sulla terra ferma.
Questa cosa li rendeva diversi.
Lui non si sentiva meglio, non si sentiva diverso e non si sentiva uguale agli altri dovunque fosse.
Pensieri senza peso, pensieri che ti svuotano, pensieri sui cigni.







Aeroplanini, cigni, sempre attenti agli avvoltoi. L'importante è avere voglia di sollevarsi un po' e casomai volare. Superare il peso del mondo che ci trattiene in basso.