sabato 14 luglio 2007
L e ore
Non c'era nessuno.
Le parole svaniscono.
Allo stesso modo nell'aria svanisce un razzo, e le scintille, attraversata la notte, le si arrendono, e il buio cala, e si posa sulle case e sulle torri, e i fianchi desolati delle colline si ammorbidiscono e scompaiono.
Ma anche se scomparse, la notte è piena di loro; perso il colore, senza più finestre, le case esistono più massicciamente, emanano ciò che il giorno non riesce a trasmettere - l'affanno e la sospensione di ciò che è ammassato nel buio; raggomitolato nel buio; privo del sollievo che porta l'alba, quando inonda di bianco e di grigio le pareti, e illumina ogni finestra, solleva la nebbia dai campi, mostra le mucche rossiccie che vi pascolano in pace, e tutto riporta all'occhio e tutto esiste di nuovo. Sono sola; sono sola! gridò...Così a mezzanotte forse, quabdo si sciolgono i legami, e il paese ritorna alla sua forma antica, quando ancora le colline non avevano nome e i fiumi serpeggiavano non si sapeva verso dove - tanto era il buio; poi d'un tratto, come se d'improvviso fosse sbucato un palco e lei ci stesse sopra, proclamò che era sua moglie, s'erano sposati anni fa a Milano, era sua moglie, e mai, avrebbe detto che era pazzo! Si girò e il palco sprofondò; e giù, giù precipitò anche lei. Perchè lui se ne era andato, pensò - era andato a uccidersi - a buttarsi sotto una carrozza! Ma no, accolo lì, seduto solo sulla panchina, col cappotto liso, le gambe accavallate, che guardava fisso, e parlava ad alta voce.
Gli uomini non devono abbattere gli alberi. C'è un Dio. (Annotava queste rivelazioni sul retro delle buste.) Cambiate il mondo. Nessuno uccide per odio. Fatelo sapere (scrisse).

Un bel film, dei bei libri, bello e terribile l'effetto che hanno su di me, che hanno sempre avuto, anche quando non avevo idea si potesse cambiare. L'ansia di vivere, al tentazione di lasciarsi andare, il confronto con le persone, il terrore di non ritrovarsi mai, di dover essere sola perchè ti hanno fabbricato così. Avere sempre un pensiero distante, la sensazione di non poter essere mai completamente felice...o di aver perso l'istante di felicità che la vita ti aveva fatto passare davanti, quella volta da bambina alla finestra. Ti addormenti, perdi il senso di te, e il risveglio ha toni caldi, di terra bruciata; non sapresti dire perchè, perchè svegliarsi, perchè ora, non sarebbe stato meglio se l'animale si fosse rintanato per sempre nel buio e fosse impazzito lì da solo? Ora tutto è diverso, "mai più per sempre io t'amerò", la coscienza ti allontana, la paura ti immobilizza.

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postato da daf at 12:19 | Permalink |


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