
"I bradipi sono incompresi quasi da tutti, perfino dai membri della cosiddetta comunità scientifica... la tendenza della natura ai tiri mancini, evidente in così tanti casi, è un aspetto che continua a sfuggire alla mente scientifica, i cui processi ignorano il senso dell'umorismo, e l'incapacità di afferrare questa tendenza ha impedito di capire a fondo il carattere dei bradipi, che sono, a mio avviso, le tragiche vittime di uno dei più crudeli scherzi della natura...
La loro indole è più gregaria di quella dei cani. Eppure chi ha mai sentito parlare di branchi di bradipi? E pur morendo dalla voglia di dimenare la coda, ne sono privi, un'assenza che si può ben dire sia il compendio delle loro difficoltà... sono condannati (è questa la beffa) a trascorrere le loro giornate in completa solitudine, passando la manciata di ore di veglia a trascinarsi da un ramo all'altro di un unico grande albero con lentezza glaciale...e la lentezza larvale alla quale sono condannati a muoversi, unita al tedio del panorama, per non parlare della semplice ingiustizia del loro stato, li fa ammattire. Tant'è che è l'unica specie, oltre a quella umana, in cui la pazzia si manifesta regolarmente. Anzi tra i bradipi è così diffusa che probabilmente dovremmo considerarla la loro condizione normale, mentre la sanità mentale - che comunque è riscontrabile solo nei primi due anni della loro esistenza, quando non hanno ancora sviluppato la piena consapevolezza del loro stato - non sarebbe altro che un'aberrazione giovanile... Come espressione naturale di questo dramma, o inevitabile conseguenza, il bradipo ha sviluppato un verso che è senza dubbio il lamento più triste dell'intero mondo animale... pur senza essere forte, ha una portata STRAORDINARIA. E trasmette una tale carica di pathos e dolore che i nativi preferiscono di gran lunga i pianti di una capanna piena di bambini affamati, anche se vanno avanti per ore, ad un solo istante del lamento del bradipo!
Quanto al bradipo non sembra avere orecchie, pertanto è probabile non possa sentirlo; e questo è l'unico lato positivo di un'esistenza grama.
Incapace di trovare qualcosa di nuovo o solo anche minimamente interessante sul suo albero, alla fine smette del tutto di provarci. A quel punto entra nella sua ultima fase, nota come il grande silenzio, in cui rimane tutto il giorno appeso sottosopra. In preda ad un silenzioso sconforto, sprofonda sempre più in un mondo immaginario di compagni amorevoli e vita sociale vertiginosa. Nella sua pelliccia si riproducono colonie di insetti e lui non muove una zampa per grattarsi. Un pò per volta lo ricopre uno spesso muschio, finchè si riduce a poco più di una protuberanza verde su un ramo e un giorno, immerso nei suoi sogni, dimentica di aggrapparsi e muore precipitando al suolo.
Ho imparato ad imitare il lamento del bradipo quasi alla perfezione. Ci riesco, credo, perchè sono stato per tanto tempo sottosopra. Quando non sono sottosopra, sono in vasca da bagno.
Andy"
Il lamento del bradipo, Sam Savage (Einaudi, stile libero, 2009). euro 17,50
Sam Savage, nato nel 1940 nel South Carolina,
ha esordito nel 2006 con l'acclamato romanzo
Firmino, grande successo internazionale. Ex professore
di filosofia, poi meccanico di biciclette,
carpentiere e pescatore, dopo il successo di
Firmino ha proseguito col mestiere di scrittore.
Sam Savage, nato nel 1940 nel South Carolina,
ha esordito nel 2006 con l'acclamato romanzo
Firmino, grande successo internazionale. Ex professore
di filosofia, poi meccanico di biciclette,
carpentiere e pescatore, dopo il successo di
Firmino ha proseguito col mestiere di scrittore.







Già prima il bradipo mi emozionava. Adesso ancora di più. in questa giornata da bradipo sei riuscita a darmi un'emozione. Grazie.
P.S.
Complimenti per l'immagine.